Emanuela Panatta: attrice, scrittrice, ballerina, regista

Emanuela Panatta

Emanuela Panatta è un’artista assolutamente poliedrica: attrice, ballerina, docente, scrittrice, regista e molto, molto altro.

Emanuela Panatta inizia la sua carriera in televisione giovanissima e ancora oggi è molto amata dal suo pubblico.

emanuela panatta
Ph. Emanuela Panatta

 

Sei attrice, danzatrice, autrice, insegnante e regista. Qual è in ruolo in cui ti senti più a tuo agio e che ti piace di più?

Non amo identificarmi in un ruolo. Sono Emanuela che ha iniziato a muovere i primi passi in un corso di danza propedeutica per bambini a 4 anni, in una scuola di danza nel quartiere romano di viale Marconi, la ‘Mondial Dance’ diretta da Stefano Sellati.

Ero una bambina iperattiva, introversa che viveva nel suo mondo. Dagli 8 fino ai 16 anni ho vissuto le mie giornate in quella scuola era la mia Casa, non volevo stare da nessuna altra parte.  La mia è sempre stata una vocazione, una grande passione, un immenso amore che mi permetteva di esprimermi, tirare fuori quella parte di me che nascondevo. Mi sentivo libera, a mio agio, sicura come in nessun’ altra situazione.

Studiavo danza classica, moderna, recitazione per bambini, canto, ginnastica acrobatica, tip-tap tutte discipline che preparano al Musical.

Trascorrevo tutte le mie giornate li, ricordo che nelle ore di pausa tra una lezione e l’altra facevo i compiti in camerino, mentre ascoltavo il pianoforte che suonava in sala grande mentre si danzava sulle punte.

Il palcoscenico, le scarpe da punta, le calze color carne, il body rosa, gli elastici delle mezze punte che ho imparato a cucirmi da sola, la pece greca per aumentare l’attrito con il pavimento che si metteva sotto le scarpe per danzare, il salvapunte, le dita dei piedi che sanguinavano e che ero sempre a medicare. Eppure quei piedi mi hanno reso così forte se ci penso. Anche lo chignon alto dei miei capelli fa parte dei miei ricordi indelebili. I miei amici erano li. La mia seconda famiglia era li.

Ho imparato a non aver paura delle prove che la vita ci offre, è tutto così effimero e siamo appesi ad un filo, mi sveglio pensando a questo. Basta un attimo e tutto finisce.

Vivo la mia quotidianità nel presente, nel Qui e Ora, in quello che c’è. Lavoro ogni giorno su me stessa cercando di stare bene, far star bene chi amo prendendomi cura prima di tutto di ME.
Investo tempo ed energia in ciò che mi piace, cercando prima di tutto di essere migliore. Sono aperta a prendere ciò che la vita mi offre con i miei tempi, con tutte le paure e rischio, mi metto in discussione per evolvere. L’importante è riconoscermi in ciò che realizzo, non è il ruolo. E’ fare del mio meglio sempre, al meglio per le mie possibilità. Questo mi fa sentire a mio agio a prescindere dall’ identificazione.

Emanuela Panatta se ti dovessi descrivere in tre aggettivi quali sceglieresti e perché ?

INDIPENDENTE libera non sono aggrappata alle cose o alle persone. Separarsi, quando si sta male, quando non si ha un obiettivo comune è fondamentale per evolvere. Sono figlia unica, cresciuta con una famiglia splendida, i miei genitori mi hanno insegnato il rispetto per me stessa, l’importanza della preparazione e il valore del lavoro.

SENSIBILE romantica così dicono gli altri. Si sono sensibile. Perché? Perché vedo e vedere veramente non è semplice.

TERRITORIALE riservata. Detesto gli invadenti, quelli che ti fanno mille domande, quelli che sanno tutto di tutti, i pettegoli… Conosco molte persone ma ho pochissimi amici, quelli di sempre ci siamo scelti.

Hai scritto un libro, Civico 33, cosa ti ha spinto a scrivere e da dove è nata l’idea di un libro?

CIVICO 33 monologhi di donne pensati per la messa in scena teatrale, questo è il titolo del mio libro (editrice Il Torchio 2016). Iniziai a scrivere i profili dei personaggi durante i miei studi da attrice. La mia insegnante di recitazione Beatrice Bracco fu una delle prime persone che mi diede la fiducia per portare avanti questo mio progetto. Pensavo ad una messa in scena teatrale, a seguire ho realizzato il libro.
L’idea è sempre stata quella di ritrovarsi al CIVICO 33, un palazzo nel quale si incrociano le vicende di diversi personaggi femminili accattivanti e variopinti. La precaria, l’innamorata, l’alternativa, la spogliarellista fanno di CIVICO 33 un crocevia dell’universo femminile in cui le donne si raccontano in chiave tragicomica. Le protagoniste si sfogano, si liberano dalle loro repressioni attraverso il linguaggio. Il loro monologo interno viene fuori come un pensiero ad alta voce. Tutte hanno una necessità: essere ascoltate, amate, comprese, salvate… Attenzione!
NON E’ L’UOMO IL SALVATORE!

 

TRAILER spettacolo CIVICO 33 monologhi di Donne (versione quattro attrici)

Ti abbiano molto amata quando facevi parte del cast di “Non è la Rai”. Quanto è stata  importante questa esperienza per la tua carriera e quanto sei cambiata nel corso degli anni?

Un’ esperienza legata ad un’adolescenza spensierata che ricordo con affetto e tenerezza. Ho giocato a fare la televisione completamente inconsapevole del potere che avesse. Mi sono divertita, ho superato la timidezza, ho imparato tanto. Un bell’esordio con l’ingresso da un portone dorato mi piace pensarla così.

Non partecipai all’ ultima edizione del programma. Nell’estate vinsi una borsa di studio per studiare danza negli Stati Uniti e andai. A settembre la scuola, dovevo finire il Liceo linguistico. Al rientro in Italia, ad ottobre, venni scelta da Roberto Croce durante una lezione di danza con Mauro Mosconi (altro mio maestro) che seguivo allo IALS (dove studiavo ogni giorno) per partecipare all’audizione per Numero Uno programma TV condotto da Pippo Baudo, con la regia di Gino Landi.  Avevo 17 anni, mi presero e firmai il mio primo contratto di un anno in RAI come ballerina. Il mio sogno prendeva forma ai tempi volevo diventare una prima ballerina.

Con Roberto Croce continuai a lavorare in altre produzioni Rai come ballerina e mi diede la prima grande possibilità seguire la conduzione, poi la fiction tv, il cinema, lo studio della recitazione e il teatro.

Emanuela Panatta oggi tantissimi giovani artisti iniziano i loro percorsi professionali partecipando a talent show. Cosa ne pensi?

Oggi esiste un altro modo di fare televisione. I social hanno rivoluzionato tutto. I talent sono un’opportunità se mettono in risalto le personali attitudini artistiche.

 Il talento non basta, va canalizzato, bisogna prepararsi, studiare, essere interessati per essere interessanti. Lo ripeto ogni giorno ai miei allievi giovani. Questo non è un mestiere per tutti ad un certo punto c’è una selezione naturale. Avanti andrà chi ha una forte motivazione, un grande bisogno personale. 
Bisogna essere direzionati verso l’obiettivo: investire nella preparazione negli studi a 360 gradi. Inoltre, come mi ha insegnato il mio caro amico Gianni (Boncompagni), bisogna avere le 3 C Cervello disciplina, Cuore passione e C… fortuna essere al momento giusto nel posto giusto.

emanuela panatta
Ph. Emanuela Panatta

Emanuela Panatta siamo curiose: quali sono i tuoi progetti futuri? Hai un sogno nel cassetto che ti va di condividere con noi?

Porterò avanti i miei progetti legati a CIVICO 33, gli spettacoli rimandati riprenderanno nella prossima stagione e sto lavorando alla stesura di una sceneggiatura tratta dal libro.
Riprenderò ad insegnare movimento scenico il lavoro del corpo finalizzato al lavoro dell’attore, una delle mie più grandi passioni presso la scuola di recitazione Mondo Artistico Studio Emme di Sara e Sergio Martinelli  con cui collaboro dal 2013.

Mi attende il ritorno in radio con la conduzione di Civico 33 Musica Sensi e Sessi da Ottobre.

E poi questa estate 2020 è nata Monolocale Produzioni con la quale insieme a Daniele Coscarella curo e coordino un progetto al quale tengo molto. MONO ROAD Corto Circuito Teatrale e BUS T progetto di teatro itinerante che nasce da un’idea di Daniele che vede protagonisti gli attori del suo collettivo teatrale Monolocale spettacolo.

Il progetto è un’iniziativa ecosostenibile che unisce teatro, arte, cultura e turismo che accompagna lo spettatore ogni settimana in percorsi differenti, suggestivi tra rioni e quartieri storici della capitale a bordo di Monopattini e Bus teatrale.

Se volete venire a trovarci: in Monopattino tutti i martedì e mercoledì (primo turno) partenza ore 19.00,(secondo turno) ore 20.15 e BUS T ogni venerdì e sabato partenza alle ore 20.00 da Largo di Villa Peretti (Termini).
Per quanto riguarda i sogni nel cassetto… sono troppi! Primo su tutti godermi la vita con le persone con Amo.

Federica Donati

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Federica Donati

Classe '84, moglie di Andrea, mamma di Alessandro e Camilla. Da sempre nel mondo della moda, ma senza rinunciare mai alle mille scoperte che la vita ogni giorno ci riserva.
Segni particolari: positività.

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