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Rivoluzione in rosa: una recensione

Rivoluzione in rosa: una recensione

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“La rivoluzione siamo noi”. Un libro sulle donne rivoluzionarie del Novecento.

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Con La rivoluzione siamo noi. Minuscola guida rosa alle rivoluzionarie di un secolo (Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, MI 2017) Chiara Guidi ci introduce in un mondo tutto al femminile. Grandi donne artefici di piccole rivoluzioni che insieme fanno La Rivoluzione.

Ventidue ritratti di donne straordinarie che hanno vissuto il secolo scorso con intensità e integrità e che la rivoluzione l’hanno fatta per davvero.

Il titolo è tratto da un ritratto fotografico dell’artista tedesco Joseph Beuys del 1971. Il messaggio è chiaro: in ogni gesto comune è insito un atto magico e un fatto d’arte, tanto quanto la vita stessa.

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Chiara Guidi. Fonte: Twitter

L’autrice del nostro libro lo sa, è curatore e critico d’arte, ma sopratutto, è una donna. Una donna dalla sensibilità finissima che ha messo insieme  un’“antologia esemplare”– come la definisce lei- di donne che hanno fatto del proprio vissuto una rivoluzione quotidiana.  Ha saputo raccogliere l’eredità di personaggi importanti come Alda Merini, Zaha Hadid, Vivienne Westwood e condividerla con noi.

Spesso Chiara parla in prima persona: conosce bene le sue protagoniste – alcune le ha anche incontrate davvero! Le ha lette, le ha vissute, le ha capite. E ha scritto le vite (stra)ordinarie di queste donne che hanno spianato la strada per noi.

Dalle loro esperienze, infatti, sono emersi dei cambiamenti profondi. Cambiamenti che hanno toccato l’arte, la cultura, la scrittura, la politica, ma anche la semplice quotidianità. Cambiamenti che, messi insieme, hanno fatto la rivoluzione.

La tensione concreta e femminile verso la libertà, quella a cui si legava sempre tutto il mio protestare. (Tina Modotti)

Ma allora, qual è la rivoluzione che hanno fatto queste ventidue fantastiche figure? Quella del Novecento che ha portato noi donne dove siamo oggi e che ci spinge ad andare avanti.

Caterina Pascale Guidotti Magnani

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Caterina Pascale Guidotti Magnani Penso di essere uno storico dell'arte e sicuramente sono una mamma. Non ho filtri, perché dico tutto quello che mi viene in mente, ma lo faccio sempre con gentilezza. Credo che l'educazione e la cultura siano alla base della civiltà. Ho una passione sfrenata per i foulard, una passione che è diventata collezione.

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