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Vania Mento e l’ endometriosi

Vania Mento da anni in prima linea per dar voce a chi come lei soffre di Endometriosi.

Vania Mento è un’attivista per l’endometriosi. L’Endometriosi è una patologia cronica invalidante che colpisce 1 donna su 10, poco conosciuta e dove ancora oggi non esiste una cura.

Vania Mento
Ph. Vania Mento

Se Vania Mento dovesse raccontarsi, come si racconterebbe?

Sono una donna profondamente diversa dalla donna che ero prima di scoprire di essere affetta da endometriosi. L’endometriosi mi ha cambiata profondamente, ma in meglio. A volte dico che “ringrazio” questa malattia perché ha tirato fuori la parte migliore di me, mi ha resa una donna più forte, determinata e, soprattutto, mi ha fatto capire che lo scopo della mia esistenza è informare circa questa patologia per fare in modo che nessuna altra donna debba passare l’inferno che ho passato io.

Quando hai scoperto di essere affetta da endometriosi sapevi di che malattia si trattava?

No, non avevo mai sentito la parola “endometriosi”. Ero completamente ignorante in materia.

Che tipo di impatto ha avuto l’endometriosi sulla tua vita sociale e sentimentale?

L’endometriosi ha avuto un impatto devastante soprattutto sulla mia vita lavorativa.
Sono stata licenziata senza preavviso dopo anni di incomprensione, ho subito mobbing e battute infelici sul mio stato di salute.
Meno impatto invece,  in quella sociale e, fortunatamente, pochissimo su quella sentimentale, anche grazie al fatto che, al momento della scoperta della malattia, ero già legata al mio compagno da molti anni.

“Noi possiamo anche essere belle fuori ma dentro abbiamo l’inferno” è una tua frase, anche oggi è così oppure è cambiato qualcosa?

Purtroppo questa frase è sempre attuale, perché l’endometriosi è una patologia cronica e non esiste una cura. Attualmente vivo con un neuromodulatore sacrale impiantato nella schiena che mi consente di essere abbastanza “indipendente” nell’espletamento dei miei bisogni corporali. L’endometriosi ha causato danni devastanti sia nel mio corpo che nella mia anima: convivo infatti con una depressione maggiore che mi costringerà ad assumere psicofarmaci per il resto della mia vita. Questo è il mio “inferno” attuale.

Sappiamo che ami profondamente gli animali. Vivi con due chiuahua, quanto sono stati importanti e quanto ti aiutano nei momenti di sconforto legati alla malattia di cui soffri?

I miei chihuahua sono la mia vita. Nina ha undici anni e mezzo ed è con me da sempre. Rocco ne ha sette ed è stato adottato tre anni fa. Nina soprattutto, è stata la miglior terapia dopo il primo devastante intervento di sette anni fa. Mi sono rialzata dal letto dopo un mese grazie a lei. È la mia metà del cielo.

Vania Mento
Ph. Vania Mento

Il 28 marzo è la Giornata Mondiale dell’Endometriosi. Anche quest’anno ci sarà la marcia per sensibilizzare e far conoscere questa malattia molto diffusa, ma poco conosciuta.

Tu ne sei l’organizzatrice con l’Endomarch Team Italy, dove si terrà?

La Marcia Mondiale si terrà a Roma in contemporanea con circa cinquanta capitali nel mondo. Sarà una camminata pacifica per le vie di Roma e seguirà una tavola rotonda a cui parteciperanno medici, pazienti e associazioni.

Vania Mento, sei promotrice del progetto “Facciamo luce sull’Endometriosi”, cioè illuminare di giallo le piazze d’Italia il 28 marzo, Giornata Mondiale dell’Endometriosi. Come sta andando?

L’iniziativa “Facciamo luce sull’endometriosi” sta andando benissimo, non pensavamo di ricevere così tante adesioni. Ad oggi sono circa 210 le amministrazioni comunali che hanno aderito all’iniziativa ed è un risultato eccezionale. Ci saranno poi decine e decine di negozi che coloreranno di giallo le vetrine e moltissime squadre sportive che indosseranno una fascia gialla al braccio.

Vania Mento, oggi qual è il tuo sogno?

Il mio sogno è che si trovi una cura per l’endometriosi, che la ricerca scientifica faccia chiarezza, che si capisca da cosa è causata questa malattia, visto che ad oggi non ci sono certezze.
Vorrei inoltre che tutte le donne con endometriosi si unissero in un’unica voce, perché per troppo tempo siamo state ignorate e considerate malate di serie B. L’endometriosi è una patologia altamente invalidante e noi donne abbiamo dei diritti che non possono essere ne ignorati ne calpestati.
Come dico sempre: la voce di una è la voce di tutte ma sarà la voce di tutte che farà la differenza.

Carla Zanutto

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