Cambiare l’acqua ai fiori, il romanzo di Valérie Perrin

Cambiare l'acqua ai fiori

Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin racconta la storia di Violette Toussaint.

Cambiare l'acqua ai fiori

Già il suo cognome da sposata sembra presentare l’intera sua vita, poichè in francese significa “Ognissanti”. Infatti, Violette è la guardiana del cimitero di Brancion-en-Chalon, un paese della Borgogna in cui approda insieme al marito Philippe, poi scomparso. Da questo posto prende vita Cambiare l’acqua ai fiori.

Ed è proprio quì che paradossalmente Violette assapora la vita, quando passa da guardiana di un passaggio a livello a guardiana di cimitero. Violette si scopre viva, circondata da vicini “particolari”, ma certamente silenziosi.

Come ogni sera ho voglia di stare sola, non parlare con nessuno, leggere, ascoltare la radio, fare un bagno, chiudere le finestre, avvolgermi in un kimono di seta rosa. Stare bene e basta.

Una volta chiuso il cancello il tempo è mio, ne sono l’unica proprietaria. E’ un lusso essere proprietari del proprio tempo, lo ritengo uno dei più grandi lussi che l’essere umano possa concedersi.”

Ogni giorno tante persone vengono a visitare i propri cari e in ogni momento la porta della casa di Violette è aperta per scambiare una parola e bere un caffè. Lei conosce le abitudini di tutti coloro che vengono a portare un fiore sulla tomba dei defunti e il suo essere così presente la porta anche ad annotare su un quadernetto le parole che vengono recitate durante le cerimonie funebri.

Proprio questo quaderno, depositario di parole e dettagli, aiuterà Julien, un poliziotto di Marsiglia arrivato fino alla Borgogna per depositare inspiegabilmente le ceneri di sua madre accanto la tomba di un noto avvocato.

Due vite apparentemente distinte e inconciliabili le loro, eppure legate. Una dicotomia insomma, su cui si basa l’intera narrazione che alterna momenti del presente al passato. Un continuo parallelo che costringe il lettore a rimanere incollato alle quasi 500 pagine del romanzo. Ogni capitolo è quasi diviso in due parti, poichè la narrazione è sempre introdotta da un’epigrafe. Lacrime e risate, gioia e dolore, vita e morte.

“Cambiare l’acqua ai fiori” scorre come un fiume, in piano nel primo tratto ossia la prima metà del libro, per arrivare ad una cascata ripida che stravolge la calma della prima metà che ha caratterizzato la lettura.

Vincitore di diversi premi tra cui il Prix Maison de la Presse nel 2018, “Cambiare l’acqua ai fiori” edito da Edizioni e/o è il secondo romanzo di Valerie Pérrin (il primo “Il quaderno dell’amore perduto” Casa Editrice Nord). La scrittrice nasce come fotografa e sceneggiatrice.

Un libro da leggere sotto l’ombrellone ma ben consci di un messaggio, quello di non lasciare mai qualcosa di non detto.

Se vuoi leggere la mia ultima recensione, ecco “In the end” una biografia non ufficiale di Chester Bennington.

Manuela Prestifilippo

Mi definisco una operaia della comunicazione. Giornalista e non solo. Adoro scrivere, ma amo anche correre. Mi piace sperimentare tutto quello che attira la mia attenzione. Sono affascinata dal mondo orientale, dalle discipline olistiche e amo la vita in ogni sua declinazione. Dicono che nelle mie vene ne scorra parecchia e cerco sempre un motivo per sorridere e ringraziare. Ho vinto un tumore al seno e mi batto per la prevenzione e la ricerca scientifica. La mia parola d'ordine è "Ascoltare" perchè si impara sempre qualcosa.

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