Locali,  Viaggi

Castello del Catajo, fra storia e natura

Castello del Catajo, dimora storica di importante rilievo non solo per le sue stanze completamente affrescate, per il giardino delle delizie ma soprattutto per la storia che racchiude in sè.

Capita anche a voi di cercare mete lontane da casa quando volete trascorrere un giorno di festa? Quante volte cerchiamo destinazioni “fuori città” quando poco lontano da casa abbiamo splendide mete ancora sconosciute…

Abito in provincia di Padova, e vi assicuro che il Veneto regala splendide emozioni!

 

Castello del Catajo

Questo monumentale edificio si trova a Battaglia Terme (PD), facilmente raggiungibile in auto, con comodo parcheggio (a pagamento, 1 euro).

Inizierete il vostro percorso con una brevissima passeggiata che vi condurrà ai cancelli d’entrata di una struttura unica nel suo genere: villa principesca e alloggio militare, cenacolo letterario e reggia imperiale.

Desiderato e costruito per celebrare i fastosi festeggiamenti della famiglia Obizzi (famiglia originaria della Borgogna – Francia), successivamente trasformato in reggia ducale dagli eredi della Casa d’Este, per divenire poi residenza di villeggiatura imperiale di Francesco Ferdinando d’Asburgo.

L’accesso al Castello inizia con un lungo viale che vede sulla sinistra il giardino delle delizie e sulla destra la residenza.

Castello del Catajo

Si viene subito rapiti dalla fontana dell’elefante, una rarità per quel secolo, dove si possono osservare un enorme elefante (per l’appunto!), e la presenza di Bacco, dio del vino, “citazione” mitologica che sancisce il legame del Catajo con l’oriente.

Castello del Catajo

Consiglio vivamente la visita del castello con una delle loro preparatissime guide

Decisamente un buon acquisto per addentrarvi al meglio nel racconto, nella storia, non solo per gli adulti ma anche (e soprattutto) per i bambini.

Entrando nelle diverse stanze visitabili troverete ogni parete affrescata, con l’intento di raccontare l’intero ciclo di vita della famiglia Obizzi. Sarete rapiti immediatamente da come ogni cosa sia ricoperta di colore, compresi gli interni degli infissi e i caminetti, che grazie a delle porte di legno aggiunte venivano chiusi per non lasciarli “vuoti” e anneriti durante l’estate.

Il Castello del Catajo profuma di sfarzo già dai racconti delle guide, ma nonostante sia stato un’enorme raccolta di opere d’arte e reperti storici; ad oggi sono rimaste soltanto le tele che ricoprono interamente i muri e niente più. Ho scritto tele perché non hanno dipinto direttamente sui muri, ma in tele che sono state applicate sopra di essi, persino sui soffitti.

Dal momento in cui passò all’erede al trono d’Austria, Francesco Ferdinando D’Asburgo, le raccolte archeologiche degli Obizzi, oltre a preziose collezioni di strumenti musicali, armi e quadri, furono trasferiti nelle città di Vienna e Praga.

Dopo la prima guerra mondiale il Catajo è requisito dal governo italiano e messo all’asta; acquistato quindi dalla famiglia Dalla Francesca fino alla fine del 2015.

Oggi è proprietà del signor Cervellin, ideatore del Mocio Vileda.

Castello del Catajo, è immerso nella lussureggiante vegetazione dei Colli Euganei.

Negli anni il luogo ideale in cui molte coppie ambientano il loro ricevimento di nozze. Elegante, raffinato, con due enormi terrazze panoramiche che regalano spettacolari tramonti. Il giardino delle delizie risulta essere una splendida cornice con magnolie secolari (del ‘700) e piante di agrumi in vaso che spesso contornano i viali.

Acquistando il biglietto Excellence potrete visitare oltre al Catajo anche Villa Vescovi e il Giardino di Villa Barbarigo a Valsanzibio entro sei mesi dall’acquisto.

Visitarlo è stata non solo una scoperta, ma una piacevole giornata di primavera immersa fra storia, cultura e natura.

Che altro dirvi?… Alla mia prossima tappa veneta!

 

Erica M.

 

 

 

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.