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Alla scoperta di Budapest e dei suoi ristoranti

Alla scoperta di Budapest e dei suoi ristoranti

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Oggi voglio parlarvi di una città meravigliosa e della sua cucina deliziosa: Budapest!

Cominciamo con un po’ di storia

Budapest è la capitale dell’Ungheria e nacque ufficialmente nel 1873 dall’unione delle città storiche di Buda e Óbuda, ubicate sulla sponda destra del Danubio.
Fino al 1918 fu una delle due capitali dell’Impero austro-ungarico, dissoltosi al termine della prima guerra mondiale.
Nel XXI secolo, Budapest è diventata una metropoli globale e si è affermata come una popolare destinazione turistica. Nel 2011, secondo i dati forniti da Euromonitor International, la capitale ungherese è stata la 25ª città più visitata del mondo.

Ho trascorso quattro mesi in questa città grazie allo svolgimento del mio periodo Erasmus e ho potuto apprezzare tutte le meraviglie che questo posto ha da offrire tra cui le famosissime terme. Budapest è infatti la città europea con il maggior numero di centri termali e dedicati al benessere, alcuni molto antichi e lussureggianti.

Questa città offre paesaggi mozzafiato, sia in estate che in inverno, quando la neve ricopre ogni cosa e rende il tutto ancora più magico.

Cosa e dove mangiare

Quando si viaggia, per una vacanza o per trascorrere un tempo più lungo come un periodo di studio, una delle preoccupazioni più grandi per noi amanti del buon cibo è trovare ristoranti dove poter apprezzare la cucina tipica e non solo. Magari anche a prezzi moderati e non incappare in posti turistici che di tradizionale hanno ben poco (per non parlare della qualità del cibo servito).

Io in questi mesi trascorsi a Budapest ho avuto la possibilità di provare diversi ristoranti e voglio svelarvi i miei preferiti, così se mai vi venisse voglia di fare un salto in questa capitale, saprete stare alla larga dalle trappole per turisti.

Il mio ristorante tipico preferito è Hungarikum Bisztrò, un posticino davvero particolare che si trova vicinissimo al Parlamento. Di sera questo ristorante viene illuminato regalando scenari da favola.
In questo ristorante vi sembrerà di essere a casa della nonna: tovaglie a quadri bianchi e rossi, pane servito in cassette antiche, pietanze cucinate esclusivamente secondo le ricette tradizionali.

Qui è speciale il Langos, una focaccia tipica ungherese fritta e ricoperta di panna acida e formaggio ungherese grattugiato.

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Buonissima anche la salsiccia al forno servita con senape e cetriolini.

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Per non parlare di sua maestà il Gulasch, la zuppa tradizionale a base di spezzatino di manzo alla paprika, qui ha un sapore incredibile!

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Merita una menzione particolare anche lo stinco di maiale, servito direttamente nella pirofila da forno con patate e cipolle morbidissime, accompagnato con sottaceti tipici.

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Il menù offre anche diversi dolci tradizionali tutti fatti in casa e tutti buonissimi.

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Sono ottimi tutti i piatti in carta, provare per credere!

Un altro ristorante che ho apprezzato particolarmente è stato Zeller bistro, un posto magico grazie all’ambiente suggestivo che si trova all’interno. Piante rampicanti e lucine in un’atmosfera in penombra, in cui mangiare in pieno relax con musica dal vivo.

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Io ho ordinato un carpaccio di manzo con sottaceti tipici e un petto d’anatra al melone accompagnato da patate al forno, entrambi divini!

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Anche Meatology è un ristorante che ha particolarmente catturato la mia attenzione.
Offre una vasta scelta di carni alla brace, hamburger di eccellente qualità e altri piatti tipici del posto come ad esempio l’anatra arrosto. Di solito quest’ultima viene servita con un tortino agrodolce di prugne secche e patate tagliate sottilissime, un piatto da far girare la testa e che dovete assolutamente provare!

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Un posto che ho adorato è stato Buddha original, una catena di cucina orientale e sushi.
Offre una vasta scelta di wok che si possono comporre come più si preferisce scegliendo la base (riso, noodles…), la carne o alternative vegetariane come il tofu, le verdure e le salse di condimento.
Nel menù sono anche presenti piatti unici e sushi.

Merita una particolare attenzione La Pampa steakhouse, il tempio della carne.
Un ristorante dallo stile che lascia il segno: pelli di mucca che rivestono pareti e poltrone, si si mangia su delle comodissime poltrone singole!

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Il menù offre moltissimi tipi di carne da fare semplicemente alla griglia, scegliendo peso e cottura del filetto, oltre a secondi piatti cucinati in modo particolare, il tutto accompagnato da una carta dei vini a dir poco immensa.

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È possibile anche ordinare un cocktail mentre si mangia scegliendo dalla vasta lista offerta, un punto a favore!

Inoltre ci sono molti altri ristoranti che vale la pena visitare, come ad esempio la catena Hummusbar, che propone hummus, apprezzato moltissimo dagli ungheresi, accompagnato da secondi di carne o verdura.

In questa capitale ho notato una particolare attenzione alle esigenze di chi ha bisogno di mangiare senza glutine. Ci sono infati molti ristoranti dedicati esclusivamente ai celiaci, come ad esempio Drop. In questo ristorante il menù è vastissimo e i piatti sono davvero incredibili. Dal filetto di salmone alle verdure, all’insalata Cesar con crostini ovviamente senza glutine, fino ad arrivare a dei buonissimi hamburger preparati con panini gustosissimi che non hanno niente da invidiare ai classici panini di grano.

Anche per vegetariani e vegani Budapest è un paradiso, ci sono ristoranti come ad esempio Vegacity, che offre anche molte alternative senza glutine, dove potrete gustare zuppe, falafel, verdura fritta, polpette vegetali e moltissimi dolci. Oppure Las vegans o Vegan love, per gustare incredibili hamburger vegetali!

Consigli generali

Se decidete di andare a cena presentatevi a ristorante al massimo alle 21, in quanto molti posti chiudono la cucina intorno alle 22 e rischiate di non riuscire a ordinare quello che volete. E in alcuni casi a non finire neanche quello che avete nel piatto perché faranno pressione per chiudere il locale!

Nel conto spesso il servizio non è incluso e dovete aggiungerlo voi, di solito ammonta al 10-12% dei quello che spendete.

Chiara Giansante

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