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I tarocchi – simbologia e sapere

I tarocchi – simbologia e sapere

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Una bella mostra a Milano qualche anno fa esponeva un recente acquisto della Pinacoteca di Brera: un magnifico mazzo di carte di tarocchi della metà del quindicesimo secolo, presumibilmente il più antico al mondo.

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Le origini e utilizzo dei tarocchi sono avvolti nel mistero.

I primi mazzi apparvero nel corso del Quattrocento nel Nord Italia, ma le illustrazioni sono da far risalire a modelli iconografici più antichi.

Nei tarocchi Rider Waite, il mazzo oggi più diffuso e conosciuto al mondo, alcune carte contengono raffigurazioni di virtù morali (come la Forza, la Giustizia, la Temperanza), altre di personaggi (l’Imperatore/l’Imperatrice, il Sacerdote, l’Eremita); altre raffigurano elementi naturali (il Sole/la Luna, la Stella) o temi della tradizione giudaico-cristiana (il Giudizio Universale, il Diavolo).

La simbologia e il significato di altre immagini rimangono più nebulosi (l’Impiccato, la Papessa).

Per lungo tempo considerate solo un gioco da tavolo (le cui regole sono sconosciute), a partire dal diciottesimo secolo il simbolismo di queste immagini ha iniziato ad essere interpretato sulla base dei suoi ipotetici legami con antichi saperi occulti, quali quelli racchiusi nei libri di Thot dell’antico Egitto e nella Cabala del misticismo ebraico.

Quali ne siano state la nascita e funzioni originali, i tarocchi rimangono affascinanti per il loro sapore arcaico.

E se teniamo per vera l’ipotesi di Carl Jung sull’esistenza di archetipi fondamentali dell’inconscio collettivo (degli schemi di base innati e predeterminati della mente umana), l’importanza e la bellezza dei tarocchi risiedono proprio nel loro valore di archetipi.

È per la loro simbologia complessa, veicolatrice di un messaggio e una saggezza universali, che da gioco da tavolo sono passati ad essere più comunemente conosciuti come strumento di divinazione.

Questo secondo uso dei tarocchi è più tardo del primo, e meno attestato; eppure oggi li si conosce soprattutto così, come sistema divinatorio.

Entreremo nel merito di questo aspetto più avanti; per ora ci limiteremo a descrivere ed analizzare i singoli tarocchi uno ad uno per la simbologia intrinseca ad ogni carta – per “la storia” o il messaggio che ogni carta racchiude.

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Se allineiamo sul tavolo le carte che costituiscono l’insieme degli Arcani Maggiori (le 22 carte che sono svincolate dai quattro semi di coppe, bastoni, denari e spade), vediamo che nella loro sequenza descrivono un percorso iniziatico, quel “viaggio dell’eroe” (ciascuno di noi) nel mondo, che nel proprio individuale percorso di evoluzione passa attraverso fasi ed ostacoli, fino ad arrivare a una più piena consapevolezza di sé e del senso della propria esistenza.

In questo senso i tarocchi rappresentano le tappe di un percorso iniziatico di autoconoscenza.

Attraverso la meditazione sulla loro simbologia complessa (aperta a letture e significati sempre nuovi e personali), servono da strumento di crescita personale e porta d’accesso ad un sapere profondo e universale.

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Alessandra Bonadies Mi chiamano Bonnie e sogno una vita da Pinterest. Abito a Roma ma sono una gallina padovana.

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