In gita al giardino di Valsanzibio

Valsanzibio”La piccola Versailles”, “La perla dei colli euganei”…

Così è definita Villa Barbarigo Pizzoni Andermani, con il suo incantevole giardino situata a Valsanzibio di Galzignano Terme, in provincia di Padova.

Da fuori, l’accesso non sembra assolutamente condurre ad un percorso di meraviglia visiva oltre che introspettiva. Anche in questo caso, consiglio sempre di pagare un po’ di più, ma visitare l’area con il supporto di una guida.

La signora che abbiamo avuto il piacere di incontrare noi, è stata davvero un plus che ha fatto la differenza. Gentile e molto preparata, ci ha dato la possibilità di visitare il giardino con occhi “diversi”, di coglierne anche la parte spirituale e vi assicuro che è tanta roba!

Valsanzibio

Appena varcati i cancelli, vi troverete catapultati in mezzo alla natura su una superficie di oltre 10 ettari: prati erbosi, piante secolari e statue inizieranno a rapire la vostra attenzione. In stile barocco, questo giardino conta oltre 60 statue scolpite nella pietra d’Istria, e altrettante sculture “minori” presenti fra ruscelli, cascate, fontane, laghetti e scherzi d’acqua.

Pensato in seguito ad un voto solenne dal Cardinale -successivamente Vescovo- Gregorio Barbarigo, volle che il giardino di Valsanzibio fosse il racconto dell’emblema della vita di perfezione che porta l’uomo dall’Errore alla Verità, dall’Ignoranza alla Rivelazione.

Fra i punti assolutamente da vedere ci sono la Grotta dell’Eremita, l’Isola dei Conigli, il Monumento del Tempo e il Labirinto di Bosso.

Valsanzibio
Labirinto di Bosso

Il Labirinto di Bosso merita un attimo di attenzione in più. Fa riflettere sul senso della vita, ed è proprio per questo che è stato fortemente voluto.

Disorientati fra alte pareti di bosso secolare, si procede nel dubbio assillante, realizzando che la strada giusta per raggiungere l’alta meta centrale e finalmente avere chiare le idee sulla propria vita, non è mai quella apparentemente più breve.

Una volta raggiunta la torretta centrale, non si ha solo la sensazione di aver raggiunto l’obiettivo, ma si ha chiaro il concetto che non tutte le strade sono vicoli ciechi, e senza mai smettere di crederci e tentare, una via d’uscita c’è sempre.

A questo punto, sempre in modo allegorico, dopo aver finalmente capito il proprio ruolo su questa terra è possibile dirigersi verso la Grotta dell’Eremita, per meditare su quanto raggiunto e scoperto dopo il cammino nel labirinto.

Personalmente sono stata rapita da Cronos, Dio del tempo, statua imponente che appare al centro di un ampio prato custodito fra alti alberi secolari.

Monumento del Tempo

Volan col tempo l’hore, e fuggon gli anni“, la didascalia alla base della statua, che ci invita a vivere ogni momento del nostro tempo.

Rimanere affascinati risulta davvero facile, credetemi.

All’interno è presente anche un’area riservata agli amici animali dove potranno rimanere durante la vostra visita al giardino. Avranno a disposizione oltre a fresca acqua, anche ad una vasca dove -per chi è abituato a farlo- farsi anche un bagno!

Consiglio abbigliamento e scarpe comode, oltre a visitarlo in primavera e in autunno, stagioni che regalano splendidi tramonti.

Non mancate alla prossima tappa del mio tour veneto, mi raccomando!

 

Erica M.

 

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Erica Menegollo

Donna, fotografa e mamma di Ginevra 👑. Affamata di ricordi, Nikon e iPhone danno voce ai miei occhi.
Sono il 50% di Officina degli Scatti 📷
Se dovessi descrivermi con un aforismo, lo farei con questo:

Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove.
(Pino Cacucci)

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