Il mestiere del genitore

Il mestiere del genitore, un lavoro difficile

Il mestiere del genitore

 

Il genitore è un educatore e approcciarsi con maturità e coerenza verso i propri figli super tecnologici, risulta molto impegnativo, perché le novità sono all’ordine del giorno: nuove app, nuovi strumenti, nuovi linguaggi, nuove metodologie comunicative…fantascienza veramente!

 

L’autostima, ad esempio, da trasmettere ai figli in ogni modo perché devono e dovranno affrontare la vita anche attraverso le sconfitte e, se a noi genitori risultano poco importanti, per loro sono tragedie e l’errore più grande che si può commettere come genitore è: fingere che non siano mai accadute.

Il mestiere del genitore

Per questo vi voglio segnalare il libro di Roberto Gilardi, formatore e professore in Scienza della Formazione dell’Università di Trento, autore di Quando manca l’appalauso. Come aiutare i nostri figli ad affrontare l’insuccesso (Franco Angelo editore).

Nel libro Gilardi sostiene che il “palazzo” dell’autostima dei propri figli si costruisce su otto pilastri:

primo, la legittimazione: l’insuccesssso va riconosciuto, è inutile reagire dicendo “Dai non prendertela, non fa nulla”, meglio condividere la gravità del momento negativo.

secondo, il modeling: la reazione che un bambino ha di fronte ad una “catastrofe” spesso è identica a quella dei genitori. Mamma si abbuffa di dolci perchè al lavoro è andato tutto storto? Probabilmente il suo bimbo farà la stessa cosa.

terzo, la narrazione: recuperare “storie di brutti anatroccoli” diventati “cigni” aiuta i figli ad avere fiducia in se stessi.

quarto, le rassicurazioni: “Ok, questo compito è andato male, ma se lavorerai sodo vedrai che il prossimo andrà meglio”. Ecco come le parole di conforto devono essere indirizzate al futuro.

quinto, l’immedesimazione: è solo quando riesce a capire cosa passa nella testa del figlio che un genitore potrà essergli di aiuto.

sesto, la sicurezza: si trasmette con l’accompagnamento: una sfida è più facile da affrontare con qualcuno al fianco, il papà, la mamma o l’amico del cuore.

settimo, la divergenza: è la fantasia che mamma e papà devono avere per trovare una strada diversa: la matematica è una noia mortale? Servono idee per renderla divertente.

ottavo, la ricostruzione: per ritrovare la motivazione e l’entusiasmo iniziale. Funziona per esempio, di fronte al crollo di una passione, come lo sport o la musica.

Ognuno di noi fa quel che può con il mestiere del genitore!

 

Carla Zanutto

Sono Carla e dal 2010 faccio parte del Pengo Life Peoject, un progetto italiano per la tutela e la salvaguardia dell'Elefante Africano in Kenya. Le mie passioni sono il fitness, i cani e i libri.

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